Lo shopping compulsivo: non riesco a smettere di comprare..

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26 giugno 2016

Lo shopping compulsivo: non riesco a smettere di comprare..

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“Avete presente quando incrociate un bel ragazzo che vi sorride, e il cuore vi si scioglie come una noce di burro sul pane tostato caldo?? Io mi sento così quando vedo un negozio…Solo che è meglio! Infatti un uomo non ti amerà nè ti tratterà mai così bene come un negozio. Se un uomo ti sta stretto non puoi cambiarlo entro 7 giorni con uno splendido golf di cashmere! Un negozio ha sempre un buon profumo! Un negozio può risvegliarti la libidine per cose di cui neanche immaginavi di aver bisogno! E quando le tue mani afferrano quelle buste nuove e scintillanti…Oh si!”

È questa una celebre battuta tratta dal film “I Love Shopping” in cui la protagonista Rebecca Bloomwood è una giornalista in carriera con un’irrefrenabile passione :lo shopping, tanto irrefrenabile da diventare una mania che la spinge a comprare di tutto. Da questo breve estratto emergono alcuni pensieri, sensazioni ed emozioni tipici del compratore compulsivo.

Shopping compulsivo: cos’è?

Lo shopping compulsivo può essere considerato come una new addiction, ovvero una delle nuove forme di dipendenza che caratterizzano la società consumistica del giorno d’oggi. Esse si caratterizzano per essere delle forme di dipendenza in cui non vi è il coinvolgimento di alcuna sostanza chimica o alcool, ma l’oggetto è un’attività della vita quotidiana che però in qualche modo diventa problematica.

E’ possibile però ritrovare nella sindrome da shopping compulsivo gli stessi meccanismi che agiscono all’interno delle dipendenze da sostanze, ovvero, la tolleranza (fenomeno che porta la persona ad aumentare sempre di più il comportamento messo in atto per ottenere lo stesso livello di soddisfazione);astinenza (che compare in seguito all’interruzione del la messa in atto del comportamento e che provoca sensazione di disagio e sofferenza psicofisica caratterizzata da sintomi quali :irritabilità, sbalzi d’umore, ritiro sociale, insonnia ecc.); craving (forte smania di mettere in atto il comportamento, che se non soddisfatta provoca uno stato di malessere generale sia sul piano fisico che psicologico).

Ma come fare a distinguere se si pratica lo shopping come normale attività oppure se lo si pratica in maniera compulsiva?

Lo shopping compulsivo (anche noto con il termine Dipendenza da Acquisti) non rientra come entità nosografica autonoma, nei manuali diagnostici dei disturbi mentali (come ad esempio il DSM IV), ma alcuni studiosi americani hanno individuato dei possibili criteri per poter individuare la dipendenza da shopping compulsivo:

 

  • Gli acquisti sono frequenti all’interno di una settimana
  • La compulsione all’acquisto compare come nuovo comportamento all’interno della vita quotidiana della persona
  • Il costo di ciò che viene comprato è superiore alle proprie disponibilità economiche
  • La compulsione si basa sul piacere insito nell’atto stesso dell’acquisto ed è funzionale a soddisfare un bisogno compulsivo
  • Ciò che viene acquistato è fuori da ogni logica di motivazione.
  • Lo shopping compulsivo si manifesta come una forte smania di acquisti, che se non soddisfatta porta a pesanti crisi d’ansia e frustrazione
  • La dipendenza da acquisti comporta una forte limitazione nella vita della persona in quanto provoca uno stato di stress marcato e interferisce significativamente con il funzionamento sociale e lavorativo della persona sino a portare in alcuni casi alla distruzione famigliare e coniugale e a gravi problemi finanziari.

Profilo dello shopper compulsivo

Ad essere più colpite da questo disturbo sono le donne di giovane età tra i 20 e i 40 anni generalmente di classe media. Spesso ciò che spinge a mettere in atto questa compulsione sono sentimenti negativi quali tristezza, rabbia oppure sensazione o stato di noia, depressione, senso di inadeguatezza e bassa autostima.

I prodotti acquistati sono generalmente, per le donne, oggetti che hanno a che fare con l’immagine e l’apparire (abbigliamento e accessori, gioielli, prodotti per la cura del corpo ecc.), mentre per gli uomini, oggetti legati al prestigio e al potere (tecnologia, auto, moto, attrezzatura sportiva…).

Tuttavia è importante sottolineare come in questi soggetti, ciò che viene comprato perde in qualche modo il suo fascino dopo essere stato acquistato: questo perché il disturbo è legato principalmente alla sensazione di piacere legata all’atto dell’acquisto di per sé e non all’oggetto di tale azione. A tale comportamento seguono sentimenti di colpa e vergogna, che portano il soggetto in alcuni casi ad occultare l’acquisto, a non utilizzarlo o a regalarlo.

Consigli utili

Ecco qui di seguito alcuni consigli pratici per riuscire a gestire la mania per gli acquisti:

1. Lasciando da parte la pretesa di imporsi volontariamente il divieto d’acquistare, dato che è pressochè impossibile resistere a una tentazione legata a qualcosa che provoca piacere, potrebbe essere utile “concedersi” un acquisto ma in modo pianificato e controllato. Ciò diviene possibile se ci si propone di spendere un budget limitato, recandosi a fare shopping solo con quella somma di denaro e lasciando a casa le carte di credito.

2. Nel caso in cui, si è colti improvvisamente da una smania d’acquisto, fermarsi un attimo e prima di agireporsi delle domande come: “è davvero necessario? Me lo posso realmente permettere? O devo pensare a spese più importanti come affitto, bollette..ecc “.

3. Se la strategia descritta al punto 2 non dovesse funzionare si può provare a metterne in atto una alternativa: si può scegliere di posticipare l’acquisto, dedicandosi ad un’altra attività piacevole( per esempio uscire al parco a fare jogging, preparare un dolce che ci piace tanto, leggere il libro che abbiamo lasciato a metà…)

4. Uno strumento che può essere d’aiuto nel gestire le spese è il diario degli acquisti da portare sempre con se sottoforma di un piccolo taccuino dove appuntare tutte gli acquisti effettuati, segnando giorno, ora, luogo, oggetto/i acquistato/i prezzi, sensazioni provate prima durante e dopo l’acquisto ecc.

5. Se da soli non si riesce a gestire la mania d’acquisto e questa provoca un disagio significativo nella vita della persona, sarebbe opportuno rivolgersi e chiedere aiuto ad uno psicologo o psicoterapeuta per intraprendere un percorso terapeutico mirato alla risoluzione del problema.

Dott.ssa Laura Cazzaniga

Bibliografia

Christenson G.A., Faber R.J., De Zwaan M., Compulsive buying: descriptive characteristics and psichiatric commorbility, Journal of Clinical Psychiatry, 55, 5-11. (1994).

Roberto Pani, Roberta Biolcati, Le dipendenze senza droghe. Loshopping compulsivo, internet e il gioco d’azzardo.,Utet Università (2006)

Cesare Guerreschi, New addictions. Le nuove dipendenze., San Paolo Edizioni (2005)

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